quarta-feira, 29 de julho de 2009

Dall'Internet

mESSEngeR o non mESSEngeR,

questo è il problema

di Pasquale Raicaldo

Siamo diventati tutti, direi irrimediabilmente, schiavi di Messenger. Comunichiamo sempre più al computer, anche se il telefono non ci costa (come quand’ero in collegio, per le telefonate interne, e preferivamo scriverci piuttosto che telefonarci da una camera all’altra) e anche se, in ufficio, siamo distanti dieci metri uno dall’altro. Cambia il costume, e allora sia benedetto questo ormai diffusissimo mezzo di comunicazione sincrono che mi fa sentire vicino ai miei amici di tutto il mondo. Poi succede che, conosciuto il mezzo, ci si smalizi, si blocchi il contatto che ti tormenta o quello che ti prende in giro per il pareggio della Juve con l’Albinoleffe, si imponga lo stato ‘invisibile’ in attesa che arrivi il contatto da baccagliare (virtualmente, of course). La moda è dilagante, il mezzo (quasi) uno status symbol. E la versione del MSN di Moggi con i contatti ‘sospetti’ (e di questi, qualcuno strategicamente bloccato) ci ha fatto sorridere. E accade che il nick di Messenger, o ancor di più l’occhiello che l’accompagna, sia una sorta di biglietto da visita, rendendo partecipi i tuoi contatti di quanto tu voglia quotidianamente condividere (mai, però, sostituire del tutto il proprio nome: capire chi sia Tornato dal viaggio a Caltanissetta potrebbe sennò essere impresa ardua). Ecco, allora, che si delineano più figure, a seconda dell’utilizzo che si fa del nick.

I CRIPTICI sono quelli che su MSN si presentano con nick incomprensibili ai più, nel malcelato tentativo che quella frase oscura a tutti i contatti porti, in fondo, a chiedere lumi. Egocentrismo spiccato, inutile dirlo: a volte si rivolgono ad una lingua straniera per accentuare la cripticità del messaggio. Salvo poi svelarne ogni più intimo risvolto alla prima richiesta di delucidazione.

GLI ADOLESCENZIALI, al contrario, utilizzano MSN alla stregua del vecchio diario delle medie, accompagnando il nick all’evento del giorno e, quel che più conta, all’emozione che l’accompagna. Capita allora di imbatterci in un “In ansia per l’esame di domani” , in un “Che bello, fra poco arriva Natale” o in un “Sto partendo per un lungo viaggio che non è Barcellona” dei quali faremmo volentieri tutti un po’ a meno.

I MONOCORDE, invece, tendono a portare avanti, sul nick, un unico tema, per esempio le vicissitudini della propria squadra del cuore o gli aggiornamenti apportati al proprio blog, o la crescita del proprio cagnolino.

I NO GLOBAL di MSN, che utilizzano il servizio solo quando è strettamente necessario per risparmiare i 15 centesimi dell’SMS, adoperano un nick scarno ed essenziale, spesso col nome (al massimo abbreviato, guai perderci un minuto in più).

I FANATICI, per i quali la vita reale è soltanto una delle finestre del Messenger, spesso trascurata, meditano a lungo il nick da proporre, scegliendolo spesso dopo nottate insonni.

I WORDS PLAYER, dei quali faccio sporadicamente (e con risultati non sempre convincenti) parte, esprimono la propria comicità di parola attraverso il nick di MSN.

I PETTEGOLI, invece, propongono nick che riguardano sempre e solo i propri amici, diffondendone le novità (evidentemente sempre all’insaputa di questi).

È evidente che, dopo questo post, almeno metà dei miei contatti mi bloccherà. E non è detto che, in fondo, sia stata, questa, la molla che mi ha spinto a scriverlo.

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